|
||||||
|
Non è abbastanza dire: “Io amo Dio”.
Io devo amare anche il mio prossimo. Nelle scritture San Giovanni dice che è bugiardo colui che dice di amare Dio ma non ama il suo prossimo. Come si può amare Dio, che non si vede, se non si ama il proprio prossimo che si vede, che si tocca, con il quale si vive? E usa una parola molto grossa, “bugiardo”. E’ una di quelle parole che spaventa quando le si legge, eppure è proprio la verità. Tratto da la Gioia di amare- Madre Teresa di Calcutta. Il consigliere di Obama: appello al mondo per famiglie e bambini
« La Casa Bianca lavorerà per promuovere su scala internazionale politiche dell’educazione e della famiglia. Insisteremo perché il dialogo tra culture, religioni e modelli educativi abbia tra i suoi riferimenti quanto afferma la Familiaris Consortio». Joshua DuBois, direttore dell’Ufficio relazioni interreligiose della Casa Bianca, arriva a Rimini con un messaggio di Barack Obama. «Credo che questo impegno – spiega DuBois ad Avvenire – dovrebbe essere ulteriormente sostenuto e incentivato dai Paesi e dalle istituzioni mondiali allo scopo di promuovere un impegno globale per l’educazione». Continua »
Durante un pranzo, mi sono ritrovato a conversare con un sacerdote cattolico e un ragazzo musulmano. All’arrivo del cameriere con il vassoio, tutti si servivano tranne il giovane islamico, che stava osservando il digiuno annuale prescritto dal Corano.
Al termine del pranzo, quando tutti se ne furono andati, uno dei convitati non mancò di lanciare la propria frecciata: “Avete potuto notare quanto siano fanatici i musulmani! Fortunatamente, non avete niente in comune con loro!” Continua » In questi giorni di vacanza e di riposo, nei quali – giustamente – pensiamo a rinfrancare i corpi per recuperare le necessarie energie, utili ad affrontare il nuovo anno di lavoro, ci piace condividere con voi questa riflessione di Mons. Mariano Crociata che, nello spreco di vita, di tempo, di risorse e di possibilità, tipico di questi giorni, vede il ripresentarsi di circolo vizioso antico, frutto della smania di evasione, di piacere, di divertimento a tutti i costi. Un’umiliazione, continua, per l’interiorità della persona. Continua »
Lasciami compiere il mio lavoro ogni giorno; e se le ore buie della disperazione dovessero sopraffarmi, possa ricordare la forza che mi ha sostenuto nella solitudine di altri momenti. Possa ancora ricordare le splendide ore che mi vedevano camminare leggero sulle quiete colline della mia fanciullezza, o sognare sulla riva di un fiume calmo, quando una luce ardeva dentro di me, ed io promisi al Dio della mia giovinezza di avere coraggio tra le tempeste dei tempi nuovi. Continua » Santa Maria, donna dei nostri giorni, vieni ad abitare in mezzo a noi. Tu hai predetto che tutte le generazioni ti avrebbero chiamata beata. Ebbene, tra queste generazioni c’è anche la nostra, che vuole cantarti la sua lode non solo per le cose grandi che il Signore ha fatto in te nel passato, ma anche per le meraviglie che egli continua a operare in te nel presente. “… splendete come astri nel mondo, Luigi Martin e Zelia Guérin laici, coniugi e genitori, due sposi che hanno saputo testimoniare la fede e la carità nella quotidianità della vita coniugale. Comunemente siamo abituati a pensare alla santità come a qualcosa di stereotipato che va vissuto singolarmente, quasi in solitudine, intraprendendo una vita consacrata. “Dal noi della famiglia al noi del bene comune”… In cammino verso il x Spunti di riflessione dal Magistero di Giovanni Paolo II - Il matrimonio come sacramento sociale esprime una civiltà: quella dell’amore. “Vero amore, tuttavia, non c’è senza la consapevolezza che “Dio è Amore” e che l’ uomo è l’unica creatura in terra chiamata da Dio all’esistenza “per se stessa”.
Fate che chiunque venga a voi se ne vada sentendosi meglio e più felice.
Tutti devono vedere la bontà del vostro viso, nei vostri occhi, nel vostro sorriso. La gioia traspare dagli occhi, si manifesta quando parliamo e camminiamo. Non puo’ essere racchiusa dentro di noi, trabocca. La gioia è molto contagiosa Madre Teresa di Calcutta Quando parti per una meta sconosciuta, per un’esperienza che in qualche maniera è nuova, sei sempre un po’ scettica, anche un po’ impaurita, e senti dentro una sorta di “rifiuto”, come dire, istintivo. Così lunedì scorso, 2 agosto, quando, nel pomeriggio, siamo partiti per raggiungere a Campitello Matese ero molto ansiosa, fondamentalmente scettica. Eravamo in nove. L’arrivo in un luogo meraviglioso non ha placato i miei stati d’animo. E’ sempre così: quando stai per ricevere una Grazia, una parte di te fa di tutto per mettersi di traverso e crearti problemi … metterti ansia. Ma è bastato poco per rompere, definitivamente, gli indugi. Continua » |
||||||
|
Copyright © 2012 Parrocchia "San Silvestro Papa" – Calvi Risorta - All Rights Reserved - Si consiglia una risoluzione 1280x800 |
||||||
Post più commentati