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Parroco: Don Michele Chianese

       

Sante Messe:

- Feriali: ore 7.30 e 19.30

- Festive: ore 7.30 e 19.00

Adorazione Eucaristica:

Tutti i Giovedì alle ore 21

Primi Vespri:

Tutti i Sabati alle ore 19.30

Ufficio Parrocchiale:

- dalle 8.00 alle 9.00

- dalle 20.00 alle 21

 

Auguri a…

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Io amo Dio.

orme_neve
Non è abbastanza dire: “Io amo Dio”.
Io devo amare anche il mio prossimo. Nelle scritture San Giovanni dice che è bugiardo colui che dice di amare Dio ma non ama il suo prossimo.
Come si può amare Dio, che non si vede, se non si ama il proprio prossimo che si vede, che si tocca, con il quale si vive? E usa una parola molto grossa, “bugiardo”. E’ una di quelle parole che spaventa quando le si legge, eppure è proprio la verità.
Tratto da la Gioia di amare- Madre Teresa di Calcutta.

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DuBois: la bussola è la «Familiaris Consortio»

controcorrente

Il consigliere di Obama: appello al mondo per famiglie e bambini
DuBois: la bussola è la «Familiaris consortio»

« La Casa Bianca lavorerà per promuovere su scala inter­nazionale politiche dell’e­ducazione e della famiglia. Insisteremo perché il dialogo tra culture, religioni e modelli educativi abbia tra i suoi riferi­menti quanto afferma la Familiaris Con­sortio». Joshua DuBois, direttore del­­l’Ufficio relazioni interreligiose della Ca­sa Bianca, arriva a Rimini con un mes­saggio di Barack Obama. «Credo che questo impegno – spiega DuBois ad Av­venire – dovrebbe essere ulteriormente sostenuto e incentivato dai Paesi e dal­le istituzioni mondiali allo scopo di pro­muovere un impegno globale per l’e­ducazione». Continua »

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Il cattolico e il musulmano.

orme_neve
Durante un pranzo, mi sono ritrovato a conversare con un sacerdote cattolico e un ragazzo musulmano. All’arrivo del cameriere con il vassoio, tutti si servivano tranne il giovane islamico, che stava osservando il digiuno annuale prescritto dal Corano.

Al termine del pranzo, quando tutti se ne furono andati, uno dei convitati non mancò di lanciare la propria frecciata: “Avete potuto notare quanto siano fanatici i musulmani! Fortunatamente, non avete niente in comune con loro!” Continua »

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Mobilitiamo la speranza per non rimpicciolire il nostro cielo

In questi giorni di vacanza e di riposo, nei quali – giustamente – pensiamo a rinfrancare i corpi per recuperare le necessarie energie, utili ad affrontare il nuovo anno di lavoro, ci piace condividere con voi questa riflessione di Mons. Mariano Crociata che, nello spreco di vita, di tempo, di risorse e di possibilità, tipico di questi giorni, vede il ripresentarsi di circolo vizioso antico, frutto della smania di e­vasione, di piacere, di divertimento a tutti i costi. Un’umiliazione, continua, per l’interiorità della persona. Continua »

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Il body-scanner di Dio

L'Angolo di Gioba

« In quel tempo, Gesù passava insegnando per città e villaggi, mentre era in cammino verso Gerusalemme.
Un tale gli chiese: «Signore, sono pochi quelli che si salvano?».
Disse loro: «Sforzatevi di entrare per la porta stretta, perché molti, io vi dico, cercheranno di entrare, ma non ci riusciranno.
Quando il padrone di casa si alzerà e chiuderà la porta, voi, rimasti fuori, comincerete a bussare alla porta, dicendo: “Signore, aprici!”. Ma egli vi risponderà: “Non so di dove siete”. Allora comincerete a dire: “Abbiamo mangiato e bevuto in tua presenza e tu hai insegnato nelle nostre piazze”. Ma egli vi dichiarerà: “Voi, non so di dove siete. Allontanatevi da me, voi tutti operatori di ingiustizia!”. Continua »

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Il Vangelo della Domenica

In quel tempo, Gesù passava insegnando per città e villaggi, mentre era in cammino verso Gerusalemme.
Un tale gli chiese: «Signore, sono pochi quelli che si salvano?».
Disse loro: «Sforzatevi di entrare per la porta stretta, perché molti, io vi dico, cercheranno di entrare, ma non ci riusciranno.
Quando il padrone di casa si alzerà e chiuderà la porta, voi, rimasti fuori, comincerete a bussare alla porta, dicendo: “Signore, aprici!”. Ma egli vi risponderà: “Non so di dove siete”. Allora comincerete a dire: “Abbiamo mangiato e bevuto in tua presenza e tu hai insegnato nelle nostre piazze”. Ma egli vi dichiarerà: “Voi, non so di dove siete. Continua »

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Una preghiera.

orme_neve

Lasciami compiere il mio lavoro ogni giorno; e se le ore buie della disperazione dovessero sopraffarmi, possa ricordare la forza che mi ha sostenuto nella solitudine di altri momenti.

Possa ancora ricordare le splendide ore che mi vedevano camminare leggero sulle quiete colline della mia fanciullezza, o sognare sulla riva di un fiume calmo, quando una luce ardeva dentro di me, ed io promisi al Dio della mia giovinezza di avere coraggio tra le tempeste dei tempi nuovi. Continua »

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Santa Maria, donna dei nostri giorni...

Maria Vergine Assunta

Santa Maria, donna dei nostri giorni, vieni ad abitare in mezzo a noi.

Tu hai predetto che tutte le generazioni ti avrebbero chiamata beata. Ebbene, tra queste generazioni c’è anche la nostra, che vuole cantarti la sua lode non solo per le cose grandi che il Signore ha fatto in te nel passato, ma anche per le meraviglie che egli continua a operare in te nel presente.
Fa’ che possiamo sentirti vicina ai nostri problemi. Non come Signora che viene da lontano a sbrogliarceli con la potenza della sua grazia o con i soliti moduli stampati una volta per sempre. Ma come una che, gli stessi problemi, li vive anche lei sulla sua pelle, e ne conosce l’inedita drammaticità, e ne percepisce le sfumature del mutamento, e ne coglie l’alta quota di tribolazione. Continua »

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Testimoni dell'amore coniugale

“… splendete come astri nel mondo,
tenendo alta la parola di vita” (Fil 2,15d-16a)

Luigi Martin e Zelia Guérin laici, coniugi e genitori,

due sposi che hanno saputo testimoniare la fede e la carità nella quotidianità della vita coniugale. Comunemente siamo abituati a pensare alla santità come a qualcosa di stereotipato che va vissuto singolarmente, quasi in solitudine, intraprendendo una vita consacrata.
Va però tenuto presente un principio importantissimo, sottolineato dal Concilio Vaticano II e ribadito più volte dallo stesso Giovanni Paolo II: ogni fedele è tenuto a realizzare pienamente nella carità la propria vita, in qualsiasi stato e condizione si trovi. Luigi e Zelia sono l’esempio di questo. Continua »

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La famiglia: civiltà dell'amore?

pastorale della  famiglia

“Dal noi della famiglia al noi del bene comune”… In cammino verso il x
XXV Congresso Eucaristico Nazionale Marche 2011 – Senigallia 18-22 giugno 2010.

Spunti di riflessione dal Magistero di Giovanni Paolo II

- Il matrimonio come sacramento sociale esprime una civiltà: quella dell’amore. “Vero amore, tuttavia, non c’è senza la consapevolezza che “Dio è Amore” e che l’ uomo è l’unica creatura in terra chiamata da Dio all’esistenza “per se stessa”.
L’uomo creato ad immagine e somiglianza di Dio non può “ritrovarsi pienamente” se non attraverso il dono sincero di sé. Senza un tale concetto dell’uomo, della persona e della “comunione di persone” nella famiglia, non ci può essere la civiltà dell’ amore; reciprocamente, senza la civiltà dell’amore è impossibile un tale concetto di persona e di comunione di persone. Continua »

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La gioia di amare.

orme_neve
Fate che chiunque venga a voi se ne vada sentendosi meglio e più felice.

Tutti devono vedere la bontà del vostro viso, nei vostri occhi, nel vostro sorriso. La gioia traspare dagli occhi, si manifesta quando parliamo e camminiamo. Non puo’ essere racchiusa dentro di noi, trabocca.

La gioia è molto contagiosa

Madre Teresa di Calcutta

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Il mio Campo Scuola: la Vita in 3D

Quando parti per una meta sconosciuta, per un’esperienza che in qualche maniera è nuova, sei sempre un po’ scettica, anche un po’ impaurita, e senti dentro una sorta di “rifiuto”, come dire, istintivo. Così lunedì scorso, 2 agosto, quando, nel pomeriggio, siamo partiti per raggiungere a Campitello Matese ero molto ansiosa, fondamentalmente scettica.

Eravamo in nove. L’arrivo in un luogo meraviglioso non ha placato i miei stati d’animo. E’ sempre così: quando stai per ricevere una Grazia, una parte di te fa di tutto per mettersi di traverso e crearti problemi … metterti ansia.

Ma è bastato poco per rompere, definitivamente, gli indugi. Continua »