L'Angolo di Gioba

« In quel tempo, Gesù passava insegnando per città e villaggi, mentre era in cammino verso Gerusalemme.
Un tale gli chiese: «Signore, sono pochi quelli che si salvano?».
Disse loro: «Sforzatevi di entrare per la porta stretta, perché molti, io vi dico, cercheranno di entrare, ma non ci riusciranno.
Quando il padrone di casa si alzerà e chiuderà la porta, voi, rimasti fuori, comincerete a bussare alla porta, dicendo: “Signore, aprici!”. Ma egli vi risponderà: “Non so di dove siete”. Allora comincerete a dire: “Abbiamo mangiato e bevuto in tua presenza e tu hai insegnato nelle nostre piazze”. Ma egli vi dichiarerà: “Voi, non so di dove siete. Allontanatevi da me, voi tutti operatori di ingiustizia!”.
Là ci sarà pianto e stridore di denti, quando vedrete Abramo, Isacco e Giacobbe e tutti i profeti nel regno di Dio, voi invece cacciati fuori.
Verranno da oriente e da occidente, da settentrione e da mezzogiorno e siederanno a mensa nel regno di Dio. Ed ecco, vi sono ultimi che saranno primi, e vi sono primi che saranno ultimi».
(dal Vangelo di Luca 13,22-30)

Qualche tempo fa sui vari media, molto si è parlato dei “body-scanner”, di quei nuovi dispositivi da posizionare negli aeroporti per controllare i passeggeri in transito. Questi body-scanner vorrebbero essere un gradino in più sul fronte della sicurezza, avendo la possibilità di “vedere” tutto quello che il passeggero ha addosso, anche sotto i vestiti, ed evitare così che possa introdurre negli aerei oggetti pericolosi.
I body-scanner dovrebbero sostituire i normali metal-detector attraverso i quali normalmente si passa prima di accede alla zona di imbarco.
Ci sono i metal detector anche all’ingresso della Basilica di San Pietro a Roma. Se fino a qualche anno fa si poteva comodamente accedere dallo scalone centrale molto ampio (ora quasi sempre occupato dal palco per le celebrazioni in piazza), ora l’unico accesso è dal lato destro sotto il colonnato. Si fa una certa coda (a seconda dell’afflusso di pellegrini e turisti), e poi si passa attraverso queste “porte”, controllate da forze dell’ordine, che rilevano la presenza di oggetti metallici che possono essere pericolosi se introdotti in Basilica.
Quando Gesù dice “Sforzatevi di entrare per la porta stretta, perché molti, io vi dico, cercheranno di entrare, ma non ci riusciranno…” , mi vengono in mente le lunghissime file davanti a questi varchi elettronici che a San Pietro che si formano negli orari di punta, e che tante volte fan venire voglia di rinunciare ad entrare.
E’ così la porta del paradiso? Quanti allarmi suoneranno quando passerò quella porta stretta? Immagino che sarà una porta che scansionerà la mia vita molto in profondità, con una accuratezza d’indagine molto più efficace dei nuovi body-scanner.
Quando si sta per passare un metal detector ci sono un sacco di avvisi che mi dicono cosa posso portare addosso e cosa anche far passare nel mio bagaglio. Non posso barare, perché lo scanner e i dispositivi lo individueranno. Mi preparo dunque prima altrimenti so che verrò bloccato.
La porta stretta del paradiso è ancora lontana (almeno per quel che ne sappiamo….) ma possiamo già da ora prepararci perché il passaggio sia senza problemi.
Se su un aereo (ma anche all’interno di edifici importati come San Pietro) non posso portare con me coltellini, forbici e liquidi sospetti, così anche nel regno dei cieli non posso portare tutto quello che mi farà stare fuori: proviamo a pensare cosa…

Cosa ci farebbe stare fuori? Cosa farebbe suonare l’allarme al passaggio? Cosa è inutile e dannoso già fin ora e molto di più nel Regno dei cieli?
Nel Vangelo e nella vita della comunità cristiana possiamo trovare un sacco di avvertimenti e di istruzioni per prepararci al passaggio. Proprio nell’insegnamento e nella stessa testimonianza di Gesù abbiamo “l’elenco dei materiali pericolosi” che ci rendono il passaggio impossibile.
E anche se abbiamo l’etichetta di buoni cristiani esteriore, che ci fa credere di esser tra i primi a passare, lo “scanner” di Dio vede in fondo a noi, e rivela quello che veramente abita nel nostro cuore e nel nostro atteggiamento di vita. E da primi che credevamo di essere, veniamo ricacciati per ultimi… Ma questo “scanner” ce l’ha anche la nostra coscienza, e se la sappiamo ascoltare non possiamo non vedere anche noi quel che veramente siamo e quindi iniziare a correggerci.
La porta è stretta, ma meno male che è così. Ci obbliga ad essere veri e a non prendere alla leggera gli insegnamenti del Vangelo e il dono di Dio che abbiamo ricevuto.
La porta è stretta, ma poi la casa di Dio non ha confini e la tavola attorno alla quale fare festa si allarga ad accogliere tutti, anche quelli che pensavamo diversi e lontani da noi: “Verranno da oriente e da occidente, da settentrione e da mezzogiorno e siederanno a mensa nel regno di Dio”.

Gioba

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