Bartolomeo D'Avanzo (1811-1884 Cardinale)

Un anno fa, venni chiamato a dare una mano nella sistemazione della biblioteca diocesana, sita all’interno del Seminario Vescovile di Teano. Affiancai il Direttore dell’archivio diocesano Mons. Aurelio De Tora. Al termine di questa esperienza, mi vennero donati due volumi di un’unica opera del 1879, dal titolo “Cardinale D’Avanzo. Atti episcopali e nuovi opuscoli: contro gli errori moderni”.
Da allora, da quando scoprii che il Cardinale Bartolomeo D’Avanzo ricoprì l’incarico di Vescovo nella Diocesi di Calvi e Teano, dal 13 Luglio 1869 al 20 Ottobre 1884, mi interessai alla sua opera di grande rinnovamento, morale e materiale, operata in seno alla nostra Diocesi.
Il 18 marzo 1851, già professore presso il Seminario di Nola con cattedra di Teologia Dommatica e Lingua Ebraica, fu eletto, dalla Santa Sede, a Vescovo di Castellaneta e Mottola, ricevendo la consacrazione episcopale 10 giorni dopo, il 28 Marzo 1851. Sei anni dopo, il Vescovo Bartolomeo D’Avanzo veniva trasferito nella Diocesi di Calvi e Teano rimanendo comunque, per 13 anni ancora, Amministratore Apostolico delle Diocesi di Castellaneta e Mottola.
E’ importante rilevare, ai fini di una corretta informazione sui tempi e le modalità della sua attività episcopale nella nostra Diocesi, come materialmente egli farà ingresso nella sua nova Diocesi solo sette anni dopo la sua nomina, nel 1867. Questo accadde perché, durante il viaggio che avrebbe dovuto condurlo nella nuova sede episcopale, alcuni non meglio identificati loschi figuri attentarono alla sua vita esplodendo contro la sua carrozza quattro colpi di fucile dei quali il primo fracassò l’interno della carrozza, il secondo gli ferì il polso della mano destra, il terzo gli sfiorò le costole uscendo sotto l’ascella sinistra ed il quarto lo colpì al petto. Quest’ultimo sarebbe stato senza dubbio mortale, se non si fosse miracolosamente arrestato sulla Croce Pettorale. Fu, quindi, in particolare a causa di questo attentato e più in generale per le complessa, soprattutto per il clero, situazione politica di quel tempo che egli fu costretto a postdatare il suo ingresso in Diocesi.
Giunto finalmente a Teano ebbe modo di iniziare la sua opera. Come si evince dalla sua biografia, egli comprò e riedificò, nel 1880, quasi completamente il vecchio monastero di S. Reparata con l’annesso giardino, e ne fece dono alla Congregazione dei Liquorini. Ancora a Teano l’opera sua più bella fu, senza dubbio, il Duomo con la maestosa cupola a mosaico raffigurante il trionfo dell’Immacolata, l’artistico portico ed il soffitto con al centro il quadro di S. Giovanni Evangelista, il tutto andato, purtroppo, quasi completamente distrutto, insieme con l’episcopio ed il Seminario, durante i bombardamenti aerei del 1943. A Pignataro Maggiore abbellì sontuosamente la Cappella, già detta del Sacramento, adornandola di un’artistica statua dell’Immacolata, opera del celebre scultore Citarelli, e restaurò, quasi interamente, il Palazzo Vescovile.
L’8 Dicembre 1869 , Mons. D’Avanzo fu chiamato a Roma, all’apertura del Concilio Vaticano I, Concilio tecnicamente mai concluso, quale membro della Commissione “De Fide”. Proprio qui arriveranno per lui i maggiori riconoscimenti che lo porteranno alla nomina di Cardinale.
Ricorderanno alcuni, che nel Concilio Vaticano I, a proposito della Costituzione prima “De Ecclesia Christi”, riguardante il Primato del Papa, si apriva un duro dibattito, al quale presero parte ben 58 Padri Oratori, sul capitolo IV che tratta della “Infallibilità”. Contro di essa si schierò un certo cattolicesimo liberale, tanto che una significativa minoranza dei padri del Concilio (prevalentemente francesi, tedeschi e nord americani) preferì abbandonare Roma per non dare voto contrario al momento dell’approvazione, pur non sottraendosi all’accettazione del medesimo una volta approvato.
La Deputazione “De Fide” affidò proprio a Monsignor D’Avanzo l’incarico di rispondere e confutare le opposizioni proposte. Il giornale “L’Unità cattolica”, come riportato nel volume II dell’opera “Atti episcopali e nuovi opuscoli”, ne parla nei seguenti termini: “Sabbato 18 ed oggi 20 (1870 n.d.r.) si sono tenute le solite Congregazioni plenarie del Concilio; ed in quella di questa mattina Monsignor D’Avanzo, Vescovo di Calvi e Teano, ha fatto un discorso in nome della Commissione De Fide per rispondere a vari argomenti svolti nella Congregazione di Sabbato; discorso che ha quasi mossa l’augusta Assemblea a far plauso. L’eloquentissimo ragionamento di questo Prelato, che è fra i più dotti del Concilio, si può dire che ha fermata la formola definitiva. Oggi nei circoli Episcopali non si parla di altro che del brillante successo di questo grande ingegno italiano”.
La votazione generale diede un risultato clamoroso: 533 sì e 2 no.
Il 18 luglio 1870, veniva definitivamente approvata la Costituzione dommatica sulla Chiesa “Pastor Aeternus”.In essa, il testo della definizione dell’Infallibilità, tranne due aggiunte, è perfettamente identico a quello presentato da Mons. D’Avanzo in un suo voto privato. (Mansi – Collectio Conciliorum – t. I – 52, 1183 – n. 35).
Il Sommo Pontefice Pio IX, in riconoscimento degli altissimi meriti acquisiti dal Vescovo Bartolomeo D’Avanzo sia durante i 24 anni di Episcopato, sia, soprattutto, nel corso del Concilio Vaticano I, venne decorato della Porpora Romana.
Neo-Cardinale da Roma fece ritorno nella sua diocesi di Calvi e Teano, stando alle cronache del tempo fu una vera e propria apoteosi. Purtroppo, appena un anno dopo, nel 1877, colto da improvviso malore, fu costretto a lasciare le sue dilette diocesi di Calvi e Teano, per ritirarsi nella nativa Avella dove muore, il 20 ottobre 1884, all’età di 73 anni.

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Fonti:

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Fonti:

www.avelladituttounpo.com:  scheda “Cardinale Bartolomeo D’Avanzo”;

- “Atti Episcopali e nuovi Opuscoli del Vescovo Bartolomeo D’Avanzo”, Tip. Poliglotta della S.C. di Propaganda Fide,  Roma 1879.

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