pastorale della  famiglia

“La coppia in cerca di felicità”.   Non c’è che dire: il tema scelto da P. Alfredo Ferretti, responsabile del centro “La famiglia” di Roma, per guidarci a una riflessione sulla relazione nella coppia, era veramente difficile e complesso. Sicuramente nodale.

La coppia, oggi, vive, infatti, un momento di forte precarietà che intacca le relazioni sociali, gli equilibri economici, i vissuti affettivi. Il rischio di tirare i remi in barca, per chiudersi in se stessi, scappando dalle proprie responsabilità e dagli altri è molto più di una scelta di moda, di una tendenza passeggera.

E’ quindi, essenziale, mirare, come gruppi parrocchiali, a coltivare una vera e propria educazione all’affettività. Chi di noi ha veramente educato i propri figli all’affettività? Chi ha insegnato loro a gestire la rabbia, la paura, la tristezza, la gioia?

Dalla pseudo-cultura dell’avere è sempre più urgente migrare alla cultura dell’essere per recuperare un tesoro fatto di certezze e valori, di responsabilità e sentimenti: dalla carità all’amore per il prossimo, dalla sincerità alla gioia di condividere l’affetto di chi ci vuol bene.

E’ con la testimonianza, con l’esempio, che possiamo, infatti, recuperare un rapporto di stima e fiducia, con i nostri figli sempre più ammaliati da una concezione dell’esistenza fondata sull’egoismo, sull’arroganza, sull’intolleranza.

E’ quello che P. Alfredo chiama “il virus coniugale”. Un virus molto contagioso che, anche all’interno della coppia, spinge ciascuno dei coniugi a prendersi cura dell’altro senza una vera reciprocità; individualmente. Espressioni come “se sto bene io, stiamo bene entrambi” sono il sintomo di una coppia che, sottolineando le individualità, rischia di dimenticare le relazioni, mentre è preciso dovere di entrambi i coniugi promuoversi l’un l’altro in modo da promuovere l’umanità della coppia.

La relazione sponsale si basa, infatti, sul dono continuo ed è solo questo che alimenta l’amore.

Ecco che diviene essenziale, per la coppia, coltivare l’ascolto paziente, empatico dei bisogni dell’altro, essere attenta al linguaggio dei segni per prevenire le esigenze dell’altro … sorprendendolo. Chi non desidera sentirsi destinatario unico di un’azione che previene i desideri più intimi? azione non richiesta ma tanto desiderata?

Nella relazione di coppia ciascun coniuge deve, quindi, mirare a sentirsi custodito nelle emozioni, nei dubbi, curato nei momenti di smarrimento: “Tu non mi sei indifferente perché tu sei me e io sono te”. Senza dimenticare – ha ricordato P. Alfredo – che servizio primario della famiglia è il ministero della tenerezza; tenerezza che, vissuta nella sincerità e nella condivisione, porta direttamente a Dio.

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