Enrico Medi: messaggero dell’amore

“L’uomo diventa grande quando nella sua piccolezza
raccoglie la grandezza dei cieli e lo splendore della terra
e al Padre comune li offre in adorazione e in amore”.

Enrico Medi fu un credente e apostolo dell’Eucarestia. Scienziato assai stimato e uomo di grande fede, offrì la sua mente e il suo cuore per il progresso dell’umanità.

Il suo instancabile apostolato attraverso innumerevoli conferenze, dibattiti, scritti, partecipazioni televisive e interventi radiofonici, aveva due punti di riferimento: l’Eucaristia e la Madonna. Tutta la sua vita è stata un atto di amore verso Dio e il prossimo, sempre sorridendo, ottimista, felice, anche nelle difficoltà, incomprensioni, critiche e malignità, si presentava come il messaggero dell’amore.

Ottenne di conservare il Santissimo Sacramento nella sua casa, in una cappella che egli curava con interesse particolare e aveva dedicato alla Sacra famiglia. In quella cappella, iniziava e chiudeva la giornata, soffermandosi in preghiera e in lunghe meditazioni.

Per poter penetrare il mondo interiore di Enrico Medi, bisogna ascoltarlo mentre parla dell’eucarestia, di cui era pieno il suo cuore quando fluivano fervide ed entusiasmanti quelle parole che conquistavano le folle di tante città d’Italia.

Medi fu sensibile ai poveri, ai disagiati , agli indigenti. Durante la guerra di occupazione nazista si offrì in ostaggio per liberare due persone che stavano per essere fucilate.  E’ stato un esempio vivente e propugnatore chiarissimo dell’armonia che regna tra la scienza e la fede, un’armonia che diventa in lui testimonianza di carità e di servizio, intelligente, competente, generoso, trasparente alla comunità ecclesiale e civile.

Diceva: “Sacerdoti, io non sono un prete e non sono mai stato degno di poterlo diventare. Come fate a vivere dopo aver celebrato la Messa? Ogni giorno avete il Figlio di Dio nelle vostre mani. Ogni giorno avete una potenza, che l’arcangelo Michele non ha. Con la vostra bocca voi trasformate la sostanza del pane in quella del Corpo di Cristo; voi obbligate il Figlio di Dio a scendere sull’altare. Siete grandi. I più potenti che possono esistere. Sacerdoti ve ne scongiuriamo, siate santi! Se siete santi voi, noi siamo salvi. Se non siete santi voi, siamo perduti…”.

Gli studi superiori li compie a Roma, dove riceve una solida formazione cristiana ed è tra i fondatori della Lega Missionaria Studenti. Nel 1932 consegue la laurea in Fisica pura con Enrico Fermi e diventa assistente del Prof. Lo Surdo fino al 1937, quando ottiene la libera docenza in Fisica terrestre. Nel 1938 si sposa con Enrica Zanini, laureata in Chimica e Farmacia. Dalla loro unione nascono sei figlie.

Nel 19342 vince la cattedra di Fisica sperimentale all’università di Palermo. Collabora con la Pontificia Opera di Assistenza.

Negli anni della seconda guerra mondiale, torna per un breve periodo a Belvedere, dove si prodiga per alleviare le sofferenze di persone e famiglie. Nel 1946 venne eletto all’Assemblea Costituende per la Democrazia Cristiana e nel 1948 è confermato al Parlamento. Tre anni dopo diviene Presidente dell’Istituto di Geofisica e realizza pian piano una rete di Osservatori in tutta Italia. Chiamato nel 1952 alla cattedra di Fisica Terrestre all’Università di Roma, l’anno dopo rinunzia alla carriera politica per dedicarsi completamente alla scienza e all’apostolato.

Dal 1958 al 1965 fu vice Presidente dell’EURATOM, tale carica gli permise di organizzare centri per la ricerca scientifica nei sei paesi della Comunità, facendo varare la legge per la protezione dalle radiazioni nucleari. Nel 1965 si dimise per gravi motivi di coscienza. Nell’aprile del 1970 si ammalò di tumore, morì il 26 maggio del 1974.

Autentica figura del laico cristiano, delineato nel Concilio Vaticano II col decreto sull’Apostolato dei laici. Con il consenso della Santa Sede, nella Diocesi di Senigallia si è aperto il 26 maggio del 1995, il processo per la sua beatificazione.

Liberamente tratto da: -I testimoni-

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