“Mi appello alla generosità di tutti”

”Mi appello alla generosità di tutti, affinché non si faccia mancare a questi fratelli e sorelle che vivono un momento di necessità e di dolore, la nostra concreta solidarietà e il fattivo sostegno della comunità internazionale”.

E’ l’appello, lanciato il 13 gennaio scorso, dal Papa, al termine dell’udienza generale tenutasi nell’Aula Paolo VI, in favore della popolazione di Haiti colpita dal devastante terremoto che ha provocato la distruzione di buona parte dell’isola ed oltre 200.000 morti, 250.000 feriti, 1 milione e mezzo di senza tetto.

La stessa CEI ha promosso una giornata straordinaria di raccolta, che si terrà il 24 gennaio 2010, in tutte le chiese d’Italia per assicurare un impegno di solidarietà che non si limiti all’intervento immediato ma miri alla ricostruzione delle strutture e della vita sociale dell’isola.

Vi aspettiamo, quindi, domenica 24 gennaio, in Parrocchia, sicuri che, anche stavolta, sapremo dare, tutti insieme, un concreto esempio di impegno e solidarietà, sinceramente cristiani.

All’uscita della chiesa è prevista anche la vendita di dolci, rustici e torte per contribuiranno alla raccolta dei fondi per i terremotati.

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2 Responses to ““Mi appello alla generosità di tutti””

  1. Don Enzo Gravante ha detto:

    Un Grazie di cuore a tutti i membri della nostra Comunità Parrocchiale, per la disponibilità mostrata nei confronti dell’iniziativa e per la generosità con la quale avete partecipato, nella produzione, nella vendita, nell’acquisto dei dolci.

    Con le offerte di oggi e di domenica scorsa, con i proventi della vendita, conclusasi – contro ogni aspettativa – già in mattinata, potremo inviare ai nostri fratelli di Haiti, un messaggio concreto di solidarietà e di speranza.

  2. Amministratore ha detto:

    Vi segnalo questa riflessione di Padre Antonio Menegon, Camilliano, fondatore della prima Missione in Haiti, che opera dal 1995 tramite il Centro sociosanitario Foyer Saint Camille:

    “Dio è presente ad Haiti non con la sua onnipotenza e i suoi miracoli (anzi, semmai con la sua fragilità!) ma con la presenza e il coinvolgimento di tanti uomini, donne e bambini che in questa occasione hanno concretamente dimostrato che nel mondo non c’è solo male ma, anzi, che il bene è sovrabbondante e che nel cuore di ogni uomo è vivo e vitale un grande tesoro di fraternità, di compassione e di amore.

    Nelle catastrofi e nei momenti in cui l’umanità sperimenta il proprio limite e la propria fragilità, e alle volte malvagità, creaturale, l’essere umano sa esprimere il meglio di sé.“ (Agenzia Fides 22/1/2010)