A vent’anni dalla pubblicazione del documento “Chiesa Italiana e Mezzogiorno” – con il quale i vescovi italiani hanno avviato la riflessione sul cammino della solidarietà nel nostro Paese, con particolare attenzione al Meridione d’Italia e ai suoi problemi ancora irrisolti (corruzione, illegalità, politica clientelare, irresponsabilità della classe dirigente, criminalità organizzata) – il nuovo documento della C.E.I., “Per un Paese solidale“, ha riproposto, con forza, all’attenzione della comunità, il tema dell’impegno cristiano, perché, “alla luce dell’insegnamento del Vangelo e con spirito costruttivo di speranza”, si renda consapevole “degli ineludibili doveri della solidarietà sociale e della comunione ecclesiale”(Per un Paese solidale, 1).
Anche l’Azione Cattolica Regionale ha preso spunto dalla pubblicazione di quest’ultimo documento per avviare un dibattito sul tema Doveri e diritti per una rinnovata coscienza civile”, in uno dei sedici incontri, voluti dalla Presidenza Nazionale, in preparazione alla Settimana Sociale.
L’incontro, cui hanno partecipato i rappresentati dei consigli diocesani di tutta la regione, si è tenuto ad Avellino, il 6 e 7 marzo scorso, ed ha rappresentato per i referenti della nostra Diocesi, un’esperienza umana bellissima, un momento di formazione cristiana veramente straordinario.
Il messaggio dei Vescovi è chiaro: nessuno può rinunciane alle proprie responsabilità. Per far sì che l’intera nazione conservi ed accresca ciò che ha costruito nel tempo, anche il cristiano deve, quindi, fare, quotidianamente, le sue scelte, concrete, di responsabilità, per dimostrare una sincera volontà di riscatto e di sussidiarietà. “La prospettiva della condivisione e dell’impegno educativo diventa in questa ottica l’unica veramente credibile ed efficace”(Per un Paese solidale,15)
Tutti gli interventi hanno sottolineato come l’Azione Cattolica, in questa nuova prospettiva di impegno per il cambiamento, debba impegnarsi per favorire una nuova visione dei diritti e dei doveri che aiuti a superare la concezione dei doveri come limiti per cominciare a vederli come opportunità, come momenti essenziali per la crescita umana e sociale. Il tutto, all’interno di percorsi che prevedano, in unità con i Vescovi, un dispiego di risorse e competenze comuni al servizio dell’evangelizzazione, rafforzando l’etos, l’impegno educativo, la condivisione delle buone esperienze, sia a livello parrocchiale che a a livello diocesano.
Non è pensabile, infatti, alcun valido progetto di rinnovamento sociale senza un serio recupero di moralità sociale, di legalità.
“Bisogna recuperare la fiducia nelle istituzioni, ed educare al rispetto della legge … attraverso tre capisaldi – bisognosi di un grande sforzo educativo – …
- la cultura della responsabilità come cultura del bene comune,
- la cultura della cittadinanza come cultura della responsabilità verso il bene comune,
- la cultura dell’amministrazione e dell’impresa come rifiuto dell’illegalità istituzionale.” (G. Acocella)
Formando i propri quadri dirigenti ed i giovani, sui principi della dottrina sociale della Chiesa, l’Azione Cattolica deve, quindi, ipegnarsi perché questi siano “testimoni della libertà nel e del Mezzogiorno”, per contrastare – con una solidarietà fondata sulla parola – il potere dell’omertà, dei favori illegali consolidati, delle paure diffuse, degli itinerari privilegiati e protetti.
Solo così, supportati dall’esempio degli adulti, delle famiglie di A.C., i giovani potranno essere promotori di una nuova azione sociale che “superando i fantasmi della paura e della rassegnazione”(Per un Paese solidale, 16), rappresenti un concreto investimento nell’ottica della legalità e della fiducia.
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