I Sabati di Quaresima

«Ritornate a me con tutto il cuore»

Le parole del profeta Gioele, che risuonano con forza nella liturgia del Mercoledì delle Ceneri, saranno la guida per il nostro itinerario quaresimale e pasquale.

Con l’obiettivo di favorire al massimo il recupero di una interiorità rinnovata che ci dia la forza di vivere nella fede, la nostra indigenza, nel cammino, quotidiano, verso il compimento della salvezza, all’ombra di Cristo crocifisso, invito gli operatori pastorali, tutti i sabati di Quaresima, dal 20 febbraio, alle ore 18.00, nella Chiesa Parrocchiale, per celebrare, insieme, i Vespri Solenni.

Il Parroco

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One Response to “I Sabati di Quaresima”

  1. Amministratore ha detto:

    I vespri o vesperi sono la preghiera del tramonto, cioè una delle maggiori ore canoniche della Chiesa. Esso consiste di due parti: la salmodia, cioè il canto dei salmi, e una seconda parte con preghiere varie dette capitulum e formulæ.
     

    Struttura della celebrazione

    Attualmente, nel rito Romano, i vespri sono formati da:

    • saluto iniziale;
    • un inno, che nelle Domeniche e nelle ferie (celebrazioni dei giorni feriali) del Tempo di Avvento, di Natale, di Quaresima e di Pasqua, si prende dal proprio della liturgia delle ore, mentre per le Domeniche e le ferie del Tempo Ordinario si prende dal salterio.
    • la salmodia, formata da due salmi o da due parti di salmi e da un cantico del Nuovo Testamento, che si recitano ciascuno con l’antifona richiesta dall’ufficio che si celebra.
    • una lettura breve: nell’ufficio delle domeniche e delle ferie, la lettura breve si prende dal Proprio del Tempo o dal salterio; nelle solennità e nelle feste si prende dal Proprio o dal Comune; nelle memorie dei santi, quando non vi sia una lettura propria, si può scegliere tra la lettura del Comune o quella della feria;
    • una lettura lunga: in sostituzione della lettura breve soprattutto nella celebrazione con il popolo. Può essere seguita da una breve omelia;
    • un responsorio breve: viene recitato o cantato un ritornello responsoriale, tratto dalle Scritture, e intervallati da un versetto (anch’esso di provenienza biblica) e dalla prima parte del Gloria al Padre. Serve quale meditazione conclusiva sulla lettura breve precedente;
    • il cantico evangelico del Magnificat, o della Beata Vergine, con la rispettiva antifona (variabile in base al giorno);
    • le intercessioni (brevi preghiere di ringraziamento per il giorno appena trascorso, di cui l’ultima sempre dedicata ai defunti);
    • la recita del Padre Nostro;
    • l’Orazione conclusiva (variabile giorno per giorno);
    • il saluto finale con la benedizione (nella celebrazione comune presieduta da un diacono o un sacerdote).

    Origini:

    Prima della scrittura della Regola di San Benedetto (anni 530-43), che rappresenta una codificazione dell’ufficio dei vespri, si aveva un ufficio serale corrispondente ai vespri e a compieta. Il nome era variabile. San Benedetto la chiama Vespera, il nome più comune in quest’epoca è, però, Lucernalis oppure Lucernaria hora.
    Il nome è dovuto al fatto che si accendevano le candele, sia per il simbolismo che per motivi funzionali.
    Il rito del Lucernarium è citato anche in altri scrittori del IV secolo come Sant’Agostino, Sant’Ambrogio, San Basilio Magno, Sant’Efrem il Siro e, poco dopo, in vari concili in Gallia e in Spagna o in testi di monasteri. Plinio il giovane, nella sua famosa lettera scritta agli inizi del II secolo, parla di riunioni liturgiche dei cristiani al mattino e alla sera "coetus antelucani et vespertini". I vespri quindi, insieme alle Vigilie, sono il più antico ufficio liturgico conosciuto della Chiesa.

    L’ora di esecuzione della preghiera variava fra l’ora decima (le 16) e l’ora dodicesima (le 18). Si trattava dell’ora del tramonto, celebrata prima che la luce calasse, senza necessità di torce o candele. In precedenza, prima dell’introduzione dell’ufficio di compieta a carattere più spiccatamente notturno, i vespri erano celebrati dopo il tramonto.

    (Liberamente tratto da Wikipedia)