“La diffusione pervasiva della Rete, che ha caratterizzato il primo decennio del millennio – ha detto Benedetto XVI – non costituisce soltanto una risorsa per l’intera umanità, ma anche una grande opportunità per i credenti”, un contesto da abitare con l’attenzione, responsabilmente, per cogliere una ulteriore opportunità a “farsi sempre più prossimi all’uomo”; ad essergli “testimoni della vita sempre nuova, generata dall’ascolto del Vangelo di Gesù”.
Parole di fiducia e di speranza, quelle del pontefice, che spingono i credenti ad attivarsi, concretamente, per superare l’accettazione passiva delle nuove tecnologie lavorando per un uso strumentale, critico e positivo delle stesse.
Un lavoro impegnativo e complesso per il quale sono necessarie nuove conoscenze e competenze, entusiasmo ma anche seri e specifici sussidi didattici. E’ il caso dei contributi presentati durante il convegno nazionale “La Chiesa in rete 2.0” svoltosi il 19 e 20 gennaio 2009, a Roma, promosso dall’Ufficio nazionale per le comunicazioni sociali e dal Servizio informatico della Cei, e raccolti, in questi giorni, dalle Edizioni Paoline in un volume dal titolo “Chiesa in rete 2.0“.
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