Come ACR giovani, abbiamo, pensato che non potevamo cantare la nostra gioia al Signore che nasce senza testimoniare, nel contempo, una fede concreta e sincera; senza condividere una voglia di partecipazione che non può non portare al coinvolgimento dei nostri fratelli più piccoli, dei nostri amici, delle nostre famiglie.
E’ bastato, allora, un veloce scambio di idee con gli animatori dell’ACR e con le instancabili catechiste per capire come la nostra idea dovesse concretizzarsi in un presepe “vivente”. Non il solito presepe con pastori assonnati e re magi impettiti nei loro preziosi costumi, ma un percorso di riflessione, semplice, sincera, sui valori della famiglia, della carità, del rispetto per la vita.
All’insegna della spontaneità e della concretezza, sono state, anche, le sollecitazioni del nostro parroco, don Enzo Gravante, che, come al solito, ha mirato a chiarire come la fede sia soprattutto un impegno, una scelta personale. Nessuno può, infatti, pensare di delegare ad altri (ai preti, alle suore, ai volontari) i suoi doveri di cristiano.
E’ stata un’iniziativa bellissima. E non solo perché ha visto, nella giornata del 27 dicembre, la partecipazione, attenta, il coinvolgimento, di molte persone, venute anche da altri paesi ….
Il 23 e 24 dicembre, per le strade di Visciano, era, infatti, tutto un fermento. Si è sentita una comunità viva, giovane, entusiasta. L’Azione Cattolica, l’Associazione Stracales hanno provveduto a sistemare le scenografie e l’illuminazione nei portoni del centro storico, noi giovani animatori dell’ACR abbiamo curato l’impianto audio e le riprese video; il coro, in chiesa, ha provato nuovi canti per una giornata di festa diversa; alcune volontarie hanno provveduto a sistemare la chiesa, rendendola ancora più bella, mentre le catechiste, con i bambini che si preparano alla prima comunione, i loro genitori, hanno messo a punto le lanterne e i canti per la messa di mezzanotte. Senza dimenticare i gruppi di giovani che, aiutati dal parroco, qua e là, hanno curato gli ultimi particolari del presepe allestito nel parcheggio antistante la chiesa, tra stelle di Natale e piccoli pini.
Un presepe diverso, quindi, di cui siamo veramente orgogliosi. Un presepe che ha visto l’impegno di una comunità viva. Una comunità che, mentre tutti festeggiano una ricorrenza consumistica e senza senso, ha voluto offrire ai fratelli un’occasione per riscoprire il vero senso dell’esistenza, un’opportunità concreta di preghiera.