“Questa è forse l’unica reale possibilità che abbiamo
di riuscir loro [ai figli] di qualche aiuto nella ricerca della vocazione,
avere una vocazione noi stessi, conoscerla, amarla e servirla con passione
perché l’amore alla vita genera amore alla vita” (Natalia Ginzburg)
Il tema dell’educazione è sempre stato, nel nostro Paese, campo di riflessione e scontro tra le varie correnti di pensiero ma, negli ultimi anni, sta divenendo, anche, un’utile opportunità per piegare agli interessi politici, economici, la formazione di una personalità docile, pienamente integrata alle esigenze di un potere sempre più aggressivo e invadente.
La Chiesa ci ricorda, invece, che “il rapporto educativo è anzitutto l’incontro di due libertà e l’educazione bene riuscita è formazione al retto uso della libertà… dobbiamo dunque accettare il rischio della libertà, rimanendo sempre attenti ad aiutarlo [il bambino] a correggere idee e scelte sbagliate. Quello che invece non dobbiamo mai fare è assecondarlo negli errori, fingere di non vederli, o peggio condividerli, come se fossero le nuove frontiere del progresso umano.”(Benedetto XVI, 21 gennaio 2008)
Una responsabilità dalla quale nessuno può esimersi dal momento che coinvolge tutti gli uomini, in modo personale e collettivo: come cittadini di una stessa città, di una stessa nazione, come membri della famiglia umana e, se credenti, come figli di un unico Dio, membri della Chiesa.
La società, del resto, “non è un’astrazione; alla fine siamo noi stessi, tutti insieme, con gli orientamenti, le regole e i rappresentanti che ci diamo, sebbene siano diversi i ruoli e le responsabilità di ciascuno.
C’è bisogno dunque del contributo di ognuno di noi, di ogni persona, famiglia o gruppo sociale”, perché la società, a cominciare dalla nostra città, diventi un ambiente migliore, un laboratorio di iniziative e proposte, testimoniate con la vita, che mirino al recupero di un baricentro antropologico ed esistenziale del rapporto educativo.
Solo così, potremo superare, insieme, la crisi di fiducia nelle istituzioni, nella vita, per costruire un clima più favorevole all’educazione. Un’educazione che miri a formare una personalità ricca, completa, a più dimensioni, un personalità veramente integrale.
Consapevoli di tale responsabilità abbiamo ritenuto utile avviare un confronto, critico, su questo tema, tra le varie componenti della nostra parrocchia, partendo dal “Rapporto-proposta sull’educazione” curato dal Comitato per il progetto culturale della Conferenza Episcopale Italiana (Ed. Laterza 2009).
Gli orientamenti essenziali proposti, dopo un’attenta riflessione e discussione, costituiranno la base per una formazione individuale e di gruppo oltre che ipotesi di lavoro, concrete, da sviluppare attraverso iniziative nell’ambito dei gruppi catechistici, ministeriali e del gruppo per la pastorale familiare, sia a livello locale che interparrocchiale.