Posts Tagged ‘scuola’

Risvegliamo la passione educativa

domenica, 30 Maggio, 2010

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Corroborati dallo Spirito, in continuità con il cammino indicato dal Concilio Vaticano II, e in particolare con gli orientamenti pastorali del decennio appena concluso, avete scelto di assumere l’educazione quale tema portante per i prossimi dieci anni. Tale orizzonte temporale è proporzionato alla radicalità e all’ampiezza della domanda educativa. E mi sembra necessario andare fino alle radici profonde di questa emergenza per trovare anche le risposte adeguate a questa sfida. Io ne vedo soprattutto due. (altro…)

Lodate, bambini, il Signore

domenica, 4 Aprile, 2010

E’ alla vostra preghiera, cari piccoli amici, che desidero affidare i problemi della vostra e di tutte le famiglie del mondo.

E non soltanto questo: ho ancora altre intenzioni da raccomandarvi.

Il Papa conta molto sulle vostre preghiere. Dobbiamo pregare insieme e molto, affinché l’umanità, formata da diversi miliardi di esseri umani, diventi sempre più la famiglia di Dio, e possa vivere nella pace.

Ho ricordato all’inizio le indicibili sofferenze che tanti bambini hanno sperimentato in questo secolo, e quelle che molti di loro continuano a subire anche in questo momento. Quanti, anche in questi giorni, cadono vittime dell’odio (altro…)

Foto: Un salvadanaio per bambini e famiglie nella Giornata Missionaria dei Ragazzi

mercoledì, 6 Gennaio, 2010

Giornata Missionaria dei RagazziGiornata Missionaria dei Ragazzi – Visciano 6 gennaio 2010

Dopo la splendida esperienza dell’Ottobre Missionario – che ci ha invitati ad accompagnare il cammino dei missionari con la preghiera e l’ascolto, a sostenere le vocazioni, a promuovere la solidarietà e la condivisione dei beni fra comunità cristiane – oggi, Giornata Missionaria dei Ragazzi, abbiamo ritenuto importante coinvolgere i nostri bambini nell’impegno di testimonianza a favore dei più bisognosi con la benedizione e distribuzione – durante la santa messa – di decine di salvadanai. (altro…)

Se tutto è ugualmente possibile, allora anche la differenza diventa indifferente

sabato, 28 Novembre, 2009

sfida-educativa

Dopo secoli, millenni, in cui l’educazione, fondata sull’autorità e sulla famiglia, è stata ritenuta un compito largamente condiviso, oggi non pochi denunciano la dissoluzione di questo automatismo con tutti i rischi che ne possono derivare per la formazione delle giovani generazioni.

Eppure questa condizione di crisi profonda, che coinvolge le agenzie educative a tutti i livelli, può divenire una risorsa, se c’è la volontà di affrontare il problema come una opportunità, come una sfida.

Innanzitutto sperimentando “una pratica educativa fondata sulla consapevolezza e la responsabilità, capace di promuovere nelle giovani generazioni una stimolante ricerca di se stessi”.

E’ fondamentale, infatti, riempire quegli spazi che la società – con il suo “senso della deriva” (Arnold Toynbee) – ha lasciato vuoti, abdicando ai suoi compiti educativi nella convinzione, ideologica, che “tutto sia possibile indifferentemente”; aprendosi ad una realtà liquida “dove qualsiasi idea o stile di vita sembra avere lo stesso valore, dove il potere dell’apparato tecnico-economico sembra volersi emancipare da ogni istanza umana, dove i desideri sembrano diventare diritti e l’estetica sembra prendere il posto dell’etica”. Recuperando “una tradizione ritenuta degna di essere tramandata, per la quale, essendo considerata appunto un bene, è giusto esigere rigore, fatica, disciplina e fiducia nel futuro, … un modello di uomo, di esperienza umana, che sappiano costituire un fine per cui vale la pena impegnarsi”.

Il mix paradossale di funzionalismo e pensiero debole, versato a piene mani, negli ultimi anni, da tanta cultura contemporanea, un pensiero “dove tutto è gratuito e tutto sembra sottostare alla più rigida necessità, si sta – infatti – a sua volta sgretolando rilanciando l’urgenza di una nuova riflessione sui presupposti antropologici di ogni organizzazione sociale; quindi sull’uomo e sulla dignità.

Il trionfo della differenza, esaltata come pretesto per affermare a qualsiasi livello il diritto di fare ciò che ci piace, di fatto sta ormai capovolgendosi in un suo indebolimento” dimostrando, in modo paradossale, che “se tutto è ugualmente possibile, allora anche la differenza diventa indifferente”.

(Per le citazioni: La Sfida Educativa, Ed. Laterza, 2009, pag. XIV-XV)

La Comunità cristiana deve avere consapevolezza del suo grande compito

sabato, 21 Novembre, 2009

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In un momento storico in cui tutte le agenzie educative hanno grosse difficoltà ad arginare i modelli “vincenti” dei mass-media che spingono per rimpiazzare i “vecchi” valori con quelli, più “moderni”, del successo e dell’utile, fondamentale diviene, per la comunità cristiana il proprio “riferimento alla trascendenza, ad una concezione della persona che amplia la prospettiva di un’umanità possibile”.  E rappresenta, nel contempo, il suo grande, inesauribile, potenziale.

Essa rappresenta, infatti, “uno dei pochi contesti nei quali adolescenti e giovani possono portare le loro domande di senso.

E’ difficile che le esplicitino in famiglia: si cresce anche perché ci si distacca dalle proprie radici. Difficile portarle nella scuola, che sembra orientata a un sapere in cui non c’è posto più soggettivi e personali”.

Nella vita di tutti i giorni, a volte, gli adulti pensano, invece, che i giovani non si pongano domande sull’esistenza; al punto da ritenere, talora,  “che la superficialità di taluni gesti esaurisca la loro personalità; oppure che i giovani reali siano la copia esatta di quelli delle finction televisive. Ma nessuno è senza domande profonde nella propria coscienza”.

Non sono, forse, domande provocatorie che esprimono ricerca di senso quelle  sulla scuola (“la scuola non serve a niente!”) o sull’amore (“l’amore non esiste!”)?  “La comunità cristiana, con le sue strutture educative, è un luogo in cui queste domande possono essere portate … da tutti, se la comunità saprà prepararsi con educatori capaci di interagire con tutti, disposti ad andare incontro alle persone, con iniziative in cui ci sia spazio per gli interrogativi e la ricerca”.

(Per le citazioni:La Sfida Educativa, Ed. Laterza, 2009, pag. 80-81)

Presentazione “La Sfida Educativa”

domenica, 15 Novembre, 2009

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Presentazione del rapporto “Rapporto-proposta sull’educazione” curato dal Comitato per il progetto culturale della Conferenza Episcopale Italiana

Card. Camillo Ruini


Roma 22 settembre 2009

fonte:

www.progettoculturale.it

Nelle parrocchie possono maturare personalità non appiattite nel presente

sabato, 14 Novembre, 2009

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Nell’affrontare il nodo dell’evangelizzazione, il volume, sottolinea che questa è una finalità prioritaria della comunità cristiana. Diversamente dai tanti “profeti” che, non raramente, si dissociano dalla causa dell’uomo, le parrocchie, le comunità religiose, le associazioni, i movimenti ecclesiali, le scuole cristiane, gli oratori, ogni tipo di iniziativa di volontariato cristiano, hanno il compito, infatti, di “testimoniare con le parole e con i gesti” la loro fede nel Vangelo e di mostrare a tutti l’amore di Dio.

La comunità cristiana, educa, quindi, con la vita e le sue attività quotidiane, senza l’obiettivo di potenziare specifiche abilità ma quello di “formare la persona umana, nelle convinzioni e nei valori che sostengono la sua esistenza”.  Persone che abbiano una formazione integrale “non appiattite nel presente, non superficiali e disimpegnate, capaci di porsi in modo serio i grandi interrogativi della vita e di assumere responsabilità per il bene comune”.

E’ una questione di scelta, una questione di responsabilità. Occorre, infatti, che “le comunità stesse, a cominciare dai sacerdoti, abbiano consapevolezza di questo loro compito e fiducia di poterlo assolvere, pure tra le molte difficoltà e ostacoli che esistono oggi, come del resto in ogni epoca del passato”.

(Per le citazioni: La Sfida Educativa, Ed. Laterza, 2009, pag. 73)

Un rapporto-proposta sull’educazione

venerdì, 13 Novembre, 2009

sfida-educativa

“Questa è forse l’unica reale possibilità che abbiamo
di riuscir loro [ai figli] di qualche aiuto nella ricerca della vocazione,
avere una vocazione noi stessi, conoscerla, amarla e servirla con passione
perché
l’amore alla vita genera amore alla vita” (Natalia Ginzburg)

Il tema dell’educazione è sempre stato, nel nostro Paese, campo di riflessione e scontro tra le varie correnti di pensiero ma, negli ultimi anni, sta divenendo, anche, un’utile opportunità per piegare agli interessi politici, economici, la formazione di una personalità docile, pienamente integrata alle esigenze di un potere sempre più aggressivo e invadente.

La Chiesa ci ricorda, invece, che “il rapporto educativo è anzitutto l’incontro di due libertà e l’educazione bene riuscita è formazione al retto uso della libertà… dobbiamo dunque accettare il rischio della libertà, rimanendo sempre attenti ad aiutarlo [il bambino] a correggere idee e scelte sbagliate. Quello che invece non dobbiamo mai fare è assecondarlo negli errori, fingere di non vederli, o peggio condividerli, come se fossero le nuove frontiere del progresso umano.”(Benedetto XVI, 21 gennaio 2008)

Una responsabilità dalla quale nessuno può esimersi dal momento che coinvolge tutti gli uomini, in modo personale e collettivo: come cittadini di una stessa città, di una stessa nazione, come membri della famiglia umana e, se credenti, come figli di un unico Dio, membri della Chiesa.

La società, del resto, “non è un’astrazione; alla fine siamo noi stessi, tutti insieme, con gli orientamenti, le regole e i rappresentanti che ci diamo, sebbene siano diversi i ruoli e le responsabilità di ciascuno.

C’è bisogno dunque del contributo di ognuno di noi, di ogni persona, famiglia o gruppo sociale”, perché la società, a cominciare dalla nostra città, diventi un ambiente migliore, un laboratorio di iniziative e proposte, testimoniate con la vita, che mirino al recupero di un baricentro antropologico ed esistenziale del rapporto educativo.

Solo così, potremo superare, insieme, la crisi di fiducia nelle istituzioni, nella vita, per costruire un clima più favorevole all’educazione. Un’educazione che miri a formare una personalità ricca, completa, a più dimensioni, un personalità veramente integrale.

Consapevoli di tale responsabilità abbiamo ritenuto utile avviare un confronto, critico, su questo tema, tra le varie componenti della nostra parrocchia, partendo dal “Rapporto-proposta sull’educazione” curato dal Comitato per il progetto culturale della Conferenza Episcopale Italiana (Ed. Laterza 2009).

Gli orientamenti essenziali proposti, dopo un’attenta riflessione e discussione, costituiranno la base per una formazione individuale e di gruppo oltre che ipotesi di lavoro, concrete, da sviluppare attraverso iniziative nell’ambito dei gruppi catechistici, ministeriali e del gruppo per la pastorale familiare, sia a livello locale che interparrocchiale.