Archive for the ‘Contro Corrente’ Category

È boom delle culle per la vita

domenica, 18 Luglio, 2010

controcorrente

«Mai più neonati abbandonati»
È boom delle culle per la vita

In Italia ci sono 33 culle vuote pronte ad accogliere bimbi appena nati abbandonati dalle loro mamme. Si trovano all’ingresso degli istituti religiosi, degli oratori, delle parrocchie, nei centri aiuto alla vita e in alcuni ospedali. Non lo sa (quasi) nessuno, eppure questa è una notizia che potrebbe salvare molte vite umane. Almeno 300 ogni anno, tante quante sono le piccole vite prese in carico dalle strutture pubbliche ospedaliere dopo i parti anonimi. Il fenomeno in questione è quello delle ‘culle per la vita’ (altro…)

Non importa …

sabato, 17 Luglio, 2010

Da una scritta trovata sul muro della “Casa dei bambini”
di Madre Teresa a Calcutta.

L’uomo è irragionevole, illogico, egocentrico
Non importa, amalo

Se fai il bene, ti attribuiranno secondi fini egoistici
non importa, fa’ il bene.
Se realizzi i tuoi obiettivi, troverai falsi amici e veri nemici
non importa, realizzali.

Il bene che fai verrà domani dimenticato
non importa, fa’ il bene.

L’onestà e la sincerità ti rendono vulnerabile
non importa, sii franco e onesto. (altro…)

Il Vangelo su un codice a barre

domenica, 21 Febbraio, 2010

Scambiarsi brani della Sacra Scrittura tramite codice a barre per poterli visualizzare facilmente, con un normale telefonino dotato di fotocamenra. E’ questa l’idea avuta dallo staff di Diweb 2.0, un portale padovano, ed in corso di sperimentazione con gli alunni del Liceo “Maria Ausiliatrice” di Padova. L’obiettivo è di accompagnare gli studenti, durante la Quaresima, con messaggi, quotidiani, che sfruttino le nuove tecnologie, i nuovi linguaggi.

Affiggendo il “QR code” (Quick response code – codice a risposta rapida) – un quadratino stampato con un codice binario che si trova, generalmente, sulle etichette dei vestiti, sui prodotti del supermercato (altro…)

Farmaci contraffatti per i Paesi poveri

sabato, 26 Settembre, 2009

controcorrente

I dati sono stati resi noti dall’Organizzazione mondiale della sanità (Oms): il 50 per cento degli antimalarici venduti in Africa sono contraffatti. Fonti non ufficiali annotano che in alcuni Stati africani il 60 per cento dei farmaci sarebbe contraffatto, percentuale che sale di altri dieci punti in riferimento agli antimalarici. Sempre l’Oms sostiene che anche in molte zone del Sud-est asiatico e dell’America Latina più del 30 per cento dei medicinali sia falso. L’arcivescovo Zygmunt Zimowski, presidente del Pontificio Consiglio per la Pastorale della Salute, ha rilanciato questa pesante denuncia durante il congresso mondiale della federazione internazionale farmacisti cattolici, svoltosi dall’11 al 14 settembre a Poznan, in Polonia, sul tema “La sicurezza del medicinale: etica e coscienza per il farmacista”. “La contraffazione e la falsificazione dei farmaci – ha detto l’arcivescovo nel suo intervento – colpisce innanzitutto i soggetti in età pediatrica. Falsi antibiotici e falsi vaccini producono gravi ripercussioni negative sulla loro salute. Molte sono le morti per malattie respiratorie nei bambini africani, sicuramente più numerose se curate con antibiotici falsi, senza principio attivo e in compenso acquistati a caro prezzo. L’uso di antibiotici sottodosati in altri casi induce a fenomeni di selezione di ceppi batterici resistenti. Per quanto riguarda gli eccipienti, si usano sostanze tossiche che possono portare alla morte bambini, come è avvenuto ad Haiti o in Nigeria”.
Un comportamento scandaloso, come aveva denunciato Benedetto XVI presentando l’enciclica Caritas in veritate “che ci spinge a collocare – ha detto l’arcivescovo presidente – il tema della sicurezza del medicinale tra le emergenze sanitarie ed etiche nei Paesi in via di sviluppo, dove il farmaco per l’uomo è il farmaco per la vita”. Il fenomeno infatti riguarda innanzitutto i farmaci salva vita. Secondo studi dell’Oms un quarto dei farmaci acquistati per strada nei Paesi poveri è contraffatto. In questa situazione monsignor Zimowski invita tutti, in particolare i farmacisti cattolici “a denunciare con coraggio tutte le forme di contraffazione e falsificazione dei medicinali e a opporsi alla loro distribuzione”.
Il presule ha poi citato il magistero di Giovanni Paolo II e di Benedetto XVI per ribadire il ruolo del farmacista cattolico nel servizio alla vita. In questa sua missione, infatti, egli “non può rinunciare alle esigenze della sua coscienza in nome delle leggi del mercato, né in nome di compiacenti legislazioni” come sosteneva Papa Wojtyla nel discorso rivolto alla federazione internazionale dei farmacisti cattolici il 3 novembre 1990, e non Benedetto XVI in un messaggio che – ipotizzato fantasiosamente da alcune agenzie e rimbalzato su molti media – sarebbe stato inviato ai partecipanti al congresso di Poznan. Per Giovanni Paolo II il “guadagno, legittimo e necessario, dev’essere sempre subordinato al rispetto della legge morale e all’adesione al magistero della Chiesa”. Per il farmacista cattolico – diceva ancora – “l’insegnamento della Chiesa sul rispetto della vita e della dignità della persona umana, dal suo concepimento fino ai suoi ultimi momenti, è di natura etica e morale. Non può essere sottoposto alle variazioni di opinioni o applicato secondo opzioni fluttuanti”.
Quanto al magistero di Benedetto XVI, monsignor Zimowski ha ricordato quanto detto nell’udienza concessa ai partecipanti al xxv congresso internazionale dei farmacisti cattolici nel 2007. In quella occasione – dunque due anni fa e non oggi, con buona pace di chi ama le polemiche a tutti i costi – affermò: “Non è possibile anestetizzare le coscienze, ad esempio sugli effetti di molecole che hanno come fine quello di evitare l’annidamento di un embrione o di abbreviare la vita di una persona. Il farmacista deve invitare ciascuno a un sussulto di umanità, affinché ogni essere sia tutelato dal suo concepimento fino alla sua morte naturale e i farmaci svolgano veramente il ruolo terapeutico”.
L’arcivescovo ha concluso il suo intervento riproponendo l’appello di Papa Ratzinger sempre in quel novembre 2007, affinché “le diverse strutture farmaceutiche, dai laboratori ai centri ospedalieri, e anche tutti i nostri contemporanei, si preoccupino della solidarietà nell’ambito terapeutico, per permettere l’accesso alle cure e ai farmaci di prima necessità a tutte le fasce della popolazione e in tutti i Paesi, in particolare alle persone più povere”. Il Papa si riferiva in particolare ai bambini dai quali “si leva – disse – un silenzioso grido di dolore che interpella la nostra coscienza” di uomini prima ancora che di credenti. Dunque che “la missione della scienza e anche delle aziende del farmaco”, come qualcuno rivendica, sia effettivamente quella di “offrire soluzioni ai problemi della gente” ma di tutta la gente, anche se povera, poverissima al punto di non potersi pagare una “soluzione” a problemi di sopravvivenza, “legati a patologie o a percorsi di vita” ovunque le sia stato dato di vivere la propria esistenza in questo mondo.

(Administrator, L’Osservatore Romano, 14-15 settembre 2009)

Informare per formare

sabato, 5 Settembre, 2009

controcorrente

Seguire Gesù “riempie il cuore di gioia e di senso pieno alla nostra esistenza, ma comporta difficoltà e rinunce perché molto spesso si deve andare controcorrente” (Benedetto XVI, 25 agosto 2009)

In una società dell’informazione che ha, come unico obiettivo, strategico, quello di rafforzare il cumulo delle ricchezze in poche mani e contribuire alla conferma di privilegi, sempre più scandalosi, l’edificazione di una società del sapere, della dignità, della giustizia sociale, sembra avere uno spazio veramente marginale.

Più che pensare ad “informare per formare”, è facile trovare, sulla propria strada, chi preferisce ‘adattar’ la parola alle mode dei tempi snaturandone il senso ed il valore (Giovanni Pao lo II, XXI Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali, 1987).

Una comunicazione di massa, programmata, accuratamente organizzata, può spingere, facilmente, verso una condizione di autosufficienza, può trasmettere una positiva sensazione di benessere, di fiducia ma, rinuncia, così facendo, a sollecitare le coscienze, a fare opera di giustizia, di intelligenza, di pace, di vera educazione permanente.

In questa sezione, intendiamo presentarvi alcuni articoli “ControCorrente” che possono aiutarci a considerare l’esistenza non come una lotta, spietata, per la vita, ma un percorso, responsabile, di crescita umana e spirituale all’insegna dell’amore, e dell’impegno personale, concreto, per la costruzione di una società a misura d’uomo, di giustizia e di pace.

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A. La comunicazione e i mass media:

– La fede nel mirino;

– Una Via Crucis della paura per gli iracheni;

– Il male viene raccontato, ripetuto, amplificato, facendoci diventare insensibili;

– In rete, per i presbiteri, prospettive sempre nuove e pastoralmente sconfinate;

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B. La cultura e la fede:

– A Pasqua … riconciliamoci con la Gioia !

– Se Dio esiste, da dove viene il male?

– Le Beatitudini si contrappongono al nostro gusto spontaneo per la vita;

– Non togliete quel crocifisso: è il segno del dolore umano;

– Il Natale non è una favola;

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C. I valori e la vita:

– Nel mondo ogni tre secondi muore un bambino;

– Vivere di rifiuti alla periferia del Cairo;

– Farmaci contraffatti per i Paesi poveri;

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D. L’impegno e la responsabilità:

– I «valori non negoziabili»;

– In Sudan, crocifissi sette cristiani;

– Annunciare il Vangelo nonostante le persecuzioni e l’indifferenza;

– Sul nostro vecchio mondo che muore nasca la speranza;

– Tanti Auguri … scomodi;

– Non basta apparire buoni ed onesti; occorre esserlo realmente;

– Vincere i fantasmi della paura e della rassegnazione;